(ASCA) - Roma, 4 lug - L'Italia e' in linea con i suoi conti pubblici con quanto richiede la Ue e non ha intenzione di fare domanda per usufruire dello scudo anti-spread definito nell'ultima riunione dell'Eurogruppo, svolta la scorsa settimana nell'ambito del Consiglio europeo di Bruxelles. Lo ribadisce il presidente del Consiglio Mario Monti nel corso della conferenza stampa congiunta con la Cancelliera tedesca Angela Merkel, svolta in una pausa del vertice Italia-Germania, in corso a Roma. ''A Bruxelles - ricorda Monti - ci siamo dati molto da fare, cosi' come molto si e' impegnata la Germania. Il Consiglio europeo era l'occasione per andare avanti nella costruzione di un'Europa piu' efficac, per risolvere problemi comuni senza deresponsabiliz zare gli stati membri''. Importante e' stato il patto per la crescita che, dice Monti, ''al di la' della cifra stanziata, segna un passo decisivo per lo spirito con cui e' stato approvato''. Ma al di la' di questo, continua il premier, ''l'Italia e alcuni paesi hanno insistito perche' non ci fosse totale assenza per una decisione per la stabilita' dei mercati finanziari a breve termine''. Le conclusioni su quello che viene chiamato meccanismo anti-spread, ricorda Monti, ''sono state raggiunte all'unanimita' dai Paesi euro''. Per Monti ''e' essenziale mettere sotto controllo il disavanzo. L'Italia avra' nel 2012 un disavanzo del 2% del Pil, la meta' di quello medio europeo e l'anno prossimo avra' un avanzo in termini strutturali''. Il nostro Paese, ribadisce, ''non ha quindi bisogno di sostegno per far quadrare i conti e finanziare il suo disavanzo'', anche se ''ha una grande quantita' di debito pubblico'' e l'andamento del mercato dei titoli pubblici italiani ''risente della valutazione sulla politica italiana''. Risente anche pero', prosegue Monti, delle valutazioni e dei giudizi che ''il mercato da' complessivamente della zona euro. Ecco perche' e' interesse per l'intera zona euro rafforzare la capacita' di intervento non per finanziare quel disavanzo che alcuni paesi non sono in grado di finanziare ma per evitare - solo per i Paesi in linea - che livelli molto alti di spread scoraggino questi paesi a perseguire in modo risoluto la politica di bilancio''. L'Italia, conclude, ''non fa domanda di aiuto perche' c'e' il forte impegno di tutti gli italiani e del Parlamento e non si trova nelle condizioni in cui si trovavano Grecia e Portogallo''. fdv
