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Crisi: le proposte delle imprese. I compiti di Europa e Italia

01 Agosto 2012 - 19:28

(ASCA) - Roma, 1 ago - Presentato oggi il Patto per l'Europa, l'Italia e l'euro sottoscritto da Abi, Ania, Alleanza Cooperative, Confindustria, Rete Imprese Italia. Tre gli obiettivi da raggiungere: ''Riaffermare con la forza e la concretezza delle azioni che, come sottolineato dal presidente della Bce, Mario Draghi, l'euro e' un processo irreversibile e una moneta forte che sara' difesa ad ogni costo; rilanciare la crescita in Italia e in Europa attraverso politiche coerenti e coordinate; rafforzare ancor di piu' la credibilita' dell'Italia in Europa''.

Un canovaccio che si snoda partendo dalle necessita' europee: procedere decisi verso una vera Unione politica e fiscale; rendere operativo lo scudo anti-spread con licenza bancaria attribuita al Meccanismo europeo di stabilita' (fondo permanente salva stati'); prevedere una garanzia mutualistica su una determinata percentuale del debito pubblico esistente, affinche' si aumenti la sostenibilita' delle finanze pubbliche dei singoli stati; realizzare tempestivamente l'Unione bancaria armonizzando le regole (Basilea 3); la definizione di uno schema di garanzia europea sui depositi bancari.

Dal lato del mercato unico europeo, le associazioni delle imprese ritengono necessario definire una politica economica e industriale europea maggiormente concordata tra i vari ministri delle attivita' produttive e tra associazioni di categoria e Commissari europei competenti; definire i possibili contorni di una deroga (''Golden rule'') al Patto di stabilita' e crescita, per stimolare la realizzazione di investimenti strategici a livelli europeo; favorire gli investimenti in ricerca e Innovazione delle imprese; implementare un piano pluriennale europeo di infrastrutture, anche grazie all'ausilio dei project bonds e degli investimenti della Bei, favorire un pieno ed efficace utilizzo delle risorse che il Bilancio dell'Unione; definire una politica energetica europea di lunga durata che garantisca prezzi  sostenibili e sicurezza degli approvvigionamenti.

Compiti anche per l'Italia, a partire della azioni sul bilancio pubblico attraverso un controllo dei flussi di spesa e riduzione strutturale di quella corrente; riduzione entro il 2015 di 9 punti del rapporto debito/pil dismettendo e valorizzando asset pubblici; ridisegnare il perimetro di azione dello Stato e della Pubblica amministrazione nell'economia e nel sistema del welfare, rafforzamento della lotta all'evasione fiscale e abbandono di ipotesi di ulteriori insaprimenti fiscali che avrebbero carattere recessivo. Sul fronte della crescita servono politiche a favore dell'innovazione. Si dovra' poi ''aumentare la produttivita' di tutti i fattori, ridurre il cuneo fiscale e contributivo, collegare strettamente incrementi retributivi e incrementi di produttivita' rafforzando e rendendo strutturale la detassazione delle erogazioni per premi e straordinari''. Vanno poi rimossi gli ostacoli alla crescita e alla concorrenza accelerando liberalizzazioni e semplificazioni anche per liberare le imprese dal soffocante abbraccio della burocrazia della Pubblica amministrazione, ''partendo dalla revisione delle regole, complesse, contraddittorie e incerte, uniformandole agli standard europei''. Occorre anche ''delineare un programma nazionale delle infrastrutture piu' strettamente collegato alla pianificazione infrastrutturale europea e piu' attento alle esigenze locali di integrazione con le reti nazionali e internazionali''. Una robusta accelerazione nell'utilizzo dei fondi strutturali europei, ed una loro eventuale riprogrammazione, possono mettere a disposizione di tali politiche parte delle risorse necessarie.

Ma le associazioni delle imprese hanno anche chiesto ''una riforma condivisa del sistema elettorale'' e posto l'accento sulla necessita' che qualsiasi governo esca dalla competizione elettorale non potra' sottrarsi a proseguire il percorso di risanamento e riforme intrapreso dall'attuale esecutivo.

red/men/mau





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