
(ASCA) - Roma, 4 lug - L'astrofisica Margherita Hack commenta
con soddisfazione la notizia che ha fatto il giro del mondo
questa mattina a partire dal Cern di Ginevra, la scoperta del
bosone di Higgs, soprannonimato la particella di dio. ''Io lo
chiamo addirittura dio'', ha detto la Hack intervistata dal
magazine online BabylonPost. ''Poiche' e' la particella che
spiega come si forma la materia delle altre particelle e
siccome queste sono quelle da cui poi deriva tutto - le
stelle, gli elementi che abbiamo sulla terra, compresi quelli
che compongono gli esseri umani - questa particella e'
veramente dio''.
La madre di tutte le particelle ipotizzata nel 1964 con la
teoria del modello standard e' stata ''riprodotta'' dal
superacceleratore Large hedron collider e secondo la Hack,
''questa e' la conferma della teoria di Peter Higgs, una
teoria che spiega molto bene i fenomeni che si osservano e
gli esperimenti che si fanno con le particelle e che ipotizza
la necessita' che esista una particella molto piu' pesante
del protone (appunto il bosone di Higgs) in grado di spiegare
come tutte le altre particelle vengono create, cioe' si
formano e prendono massa. Questo bosone sembrava fantomatico.
Ci sono stati molti anni di ricerca senza riuscire a
scovarlo. Ora sembra certo che esista e quindi la teoria
sarebbe confermata''.
Quale sara' la prossima scoperta? ''Intanto c'e' il
problema di sapere cosa e' la materia oscura e cosa e'
l'energia oscura. Probabilmente anche il bosone di Higgs
gioca un ruolo in questi due elementi. Poi bisogna cercare di
capire perche' l'universo e' fatto di materia e non di
antimateria. Oggi l'astrofisica riesce a vedere direttamente
come era fatto l'universo 400mila anni dopo l'inizio
dell'espansione. Dalle temperature e dalla densita' della
materia in quel momento, come i fisici, anche noi possiamo
risalire ai valori di temperatura e densita' della materia a
frazioni infinitesimali di secondo dopo il Big bang''.
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