(ASCA) - Roma, 4 lug- Lo scorso 28 giugno la Deputazione
generale della Fondazione Mps ha approvato il bilancio
dell'esercizio 2011. I numeri non sono ancora noti, ma il
disavanzo sara' superiore a quello del 2010 (128,4
milioni).
Sull'ultima riga del conto economico hanno pesato
negativamente le minusvalenze da cessioni.
Nel corso del 2011, la Fondazione ha venduto 450 milioni
di azioni privilegiate Mps per finanziare l'aumento di
capitale della banca, 96,7 milioni di azioni ordinarie Mps
per scopi di 'fine tuning'' e lo 0,34% di Intesa San Paolo.
Rispetto ai valori di carico, le minusvalenze complessive
sulle tre operazioni dovrebbero essere intorno ai 340-350
milioni.
I conti di Palazzo Sansedoni soffrono soprattutto la
mancanza dei dividendi dal Monte dei Paschi, l'asset sui cui
e' concentrata la quasi totalita' del patrimonio dell'ente
senese. Non a caso, la Fondazione, nel commentare il nuovo
piano industriale 2012-15 di Mps, ha sottolineato la
necessita' che la banca ritorni sul sentiero delle
redditivita'.
La Fondazione ha comunque migliorato il proprio profilo
finanziario raggiungendo l'accordo con le banche creditrici
lo scorso 18 giugno, poi approvato dalla Deputazione
Amministratrice dell'ente lo scorso 25 giugno.
In numeri l'indebitamento scende da 1,1 miliardi a 350
milioni. Alle banche vengono girati gli introiti arrivati
dalle vendite della quota posseduta nella Cdp, della quota
posseduta in Mediobanca e di circa il 12% della
partecipazione detenuta nel Monte.
Palazzo Sansedoni, dopo l'operazione di rimborso parziale
del debito e rinegoziazione di quello residuo, possiede il
36,3% del capitale di Mps.
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