
(ASCA) - Roma, 20 dic - ''Inevitabile'' viene definito dal
presidente della Camera Gianfranco Fini un cambiamento
dell'attuale legge elettorale ''quale che sia la decisione
sul referendum''.
Fini ne ha parlato durante la conferenza stampa oggi a
Montecitorio (Sala del Mappamondo) per il tradizionale
scambio di auguri con la stampa parlamentare per le feste di
Natale.
Tutti, ha sottolineato Fini, sono in attesa del responso
della Consulta sull'ammissibilita' del referendum, ma ''quale
che sia la decisione, sara' difficile -ha affermato- tornare
a votare con la legge vigente. E del resto in caso di
referendum non credo che i cittadini lo boccerebbero''.
E a proposito della legge attule, il cosiddetto
'Porcellum', Fini ha detto che ''e' indifendibile perche' non
permette al cittadino di scegliere il proprio
rappresentante''. Alla luce di queste considerazioni Fini ha
quindi def''inevitabile'' che ''nei prossimi 14 mesi'' la
legge elettorale non venga presa in considerazione.
''Nell'agenda del parlamento'' ha sottolineato Fini
ricordando che la legge elettorale ''non rientra nell'agenda
del governo, che non ne ha parlato lasciando la piena
iniziativa al parlamento''.
La sua opinione sulla necessita' di cambiare la legge
elettorale ma anche di procedere ad una serie di altre
riforme, Fini la sintetizzata dicendo ''Se non ora quando?''.
Le riforme per il presidente della Camera dovrebbero
comprendere una diminuzione del numero dei parlamentari, non
tanto per rispondere alla domanda dei costi della politica ma
per razionalizzare la struttura delle istituzioni. In
proposito ha fatto osservare che in Italia si ha un ''lusso''
di ''troppi e troppo numerosi luoghi di democrazia'' che
certamente sono un costo. E i cittadini che sono ''sottoposti
a sacrifici comprensibilmente chiedono 'voi quando cominciate
a ridurre i costi?'''.
Sempre in merito alle riforme, Fini ha fatto riferimento
all'assetto bicamerale del parlamento e alla qualita' dei
regolamenti parlamentari da riprendere in esame col concorso
di tutte le forze politiche''.
Dopo il referendum, ''il mio auspicio e' -ha concluso
Fini- che non si discuta solo di legge elettorale, ma di
ammodernare l'assetto istituzionale evitando le
contraddizioni che abbiamo conosciuto''.
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