
(ASCA) - Roma, 13 gen - ''Al di la' delle chiacchiere, le
valutazioni della Consulta sono di carattere giuridico,
costituzionale, non politico. E non si puo' commentarle con
un mi piace o non mi piace''. Lo afferma all'Unita' il
capogruppo del Pd alla Camera, Dario Franceschini, a
proposito del 'no' della Corte all'ammissibilita' dei quesiti
referendari sulla legge elettorale.
Quanto alle parole del leader Idv, Franceschini
sottolinea: ''Faccio fatica a commentare assurdita' simili,
incredibili attacchi al Capo dello Stato. Di Pietro soltanto
ieri aveva detto che avrebbe rispettato il responso della
Consulta, qualunque fosse. E oggi usa parole di una simile
violenza''.
Per Franceschini ci sono le condizioni per approvare una
nuova legge elettorale: ''Io sono abbastanza ottimista.
Nessuno capirebbe, che si tratti di elettori di destra o
sinistra, se il Parlamento avendo piu' di un anno davanti e
con un clima di sostanziale tregua non facesse una legge
elettorale. La gente ci correrebbe dietro, e a ragione.
Neanche chi preferisce questa legge potra' sottrarsi''. Serve
un'intesa ''il piu' possibile larga che coinvolga anche Idv,
Lega e anche le forze come Sel che non sono in Parlamento''.
''Dobbiamo mettere in condizione di governare chi vincera'
le prossime elezioni - spiega Franceschini -, quindi dobbiamo
anche riformare i regolamenti parlamentari e il sistema
bicamerale. Per approvare una nuova legge elettorale bisogna
prima sapere se ci sara' una sola Camera e quanti saranno i
parlamentari. Naturalmente non si puo' aspettare la fine del
percorso costituzionale. E allora serve un accordo politico
trasparente in cui si stabilisca qual e' la cornice
istituzionale''.
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