
(ASCA) - Roma, 6 feb - E' la riforma della legge elettorale a
mettere nei prossimi giorni a dura prova l'equilibrio tra i
partiti. Una riforma che tutti invocano, che fino ad ora e'
stata rimandata, ma sulla quale tutti vogliono intervenire
con le proprie proposte, seppur distanti. Le prove di dialogo
iniziano domani, con il Pdl (la delegazione e' formata da
Ignazio La Russa e Gaetano Quagliariello) che incontrera'
alle 12,30 la Lega Nord e a seguire il Pd (Luciano Violante,
Luigi Zanda e Gianclaudio Bressa). Mercoledi' sara' il turno
del Terzo Polo (Italo Bocchino, Lorenzo Cesa, Ferdinando
Adornato e Pino Pisicchio). Incontro, quest'ultimo, che in un
primo momento non era previsto, fissato solo oggi e che
probabilmente si terra' in un albergo romano, in territorio
neutrale.
Aveva fatto discutere e non poco, infatti, il colloquio
tra Silvio Berlusconi e il quotidiano 'Libero', durante il
quale l'ex premier aveva annuciato l'intenzione di voler
dialogare col Pd sul tema della riforma elettorale. Frase che
aveva fatto pensare a un'esclusione delle altre forze che
sostengono il governo. Tanto e' vero che il 'niet' del Terzo
Polo non si era fatto attendere. Il primo a replicare e'
stato il capogruppo di Fli alla Camera, Benedetto Della
Vedova, per il quale ''la legge elettorale non si cambia
nelle segrete stanze. Come minimo bisognera' partire dalla
forze che sostengono il governo''. Questa mattina a rincarare
la dose ci ha pensato il vicepresidente di Fli, Italo
Bocchino: ''Sulla legge elettorale serve una convergenza
ampia che porti a un testo condiviso da approvare prima della
fine della legislatura e assieme ad alcune modifiche della
Costituzione, dal superamento del bicameralismo perfetto alla
riduzione dei parlamentari. Fughe in avanti servono solo a
inasprire il clima''. Ma anche dal Pd e' arrivato l'allarme:
''Non siamo disposti - ha affermato il capogruppo alla
Camera, Dario Franceschini - a escludere il Terzo Polo da un
accordo. Serve una intesa larga. Alla trattativa devono
partecipare tutte le forze parlamentari, comprese Idv e Lega
Nord''.
L'Idv intanto detta le sue condizioni per sedersi al
tavolo della riforma elettorale: ''Le nuove norme - ha
spiegato Di Pietro - devono essere scritte in un'ottica
bipolare e devono prevedere la non candidabilita' dei
condannati''. Insomma, per Di Pietro ''devono essere i
cittadini a scegliere in un sistema maggioritario e bipolare
i loro rappresentanti'', con una legge scritta ''in modo
trasparente, senza sotterfugi, in una commissione
parlamentare e non di nascosto nei sottoscala''.
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