(ASCA) - Roma, 3 feb - Sono ''condivisibili e sagge'' le
''tesi'' del presidente del Consiglio Mario Monti sul mondo
del lavoro, soprattutto quando ''sottolinea la grave
asimmetria che esiste oggi in Italia tra chi sta dentro il
mondo del lavoro e chi sta fuori e non riesce a entrare''. Lo
scrive il quotidiano della Cei Avvenire, in un editoriale
firmato da Luigino Bruni, sottolineando come invece ci sia
''qualcosa di sbagliato, o quanto meno di sfocato'' nel
dibattito che si e' acceso intorno al tema.
''Saggio - prosegue Avvenire - e' anche porre l'accento
sull'urgenza di rendere il 'mercato del lavoro' ... piu'
efficiente, piu' veloce, con meno rendite di posizione, e
quindi piu' moderno e piu' capace di rispondere alle nuove
sfide poste dalla globalizzazione. Il discorso, invece,
relativo al lavoro dei giovani e al 'posto fisso' avrebbe
bisogno di meno fretta, di piu' mediazione sociale e di una
valutazione piu' approfondita e meditata''.
Il quotidiano della Cei sottolinea il valore
''identitario'' del lavoro, che permette di ''trovare e
raccontare il nostro posto al mondo''. ''Ma chi oggi osserva
il mondo dei giovani - aggiunge - scopre una grande
sofferenza anche su questo terreno identitario, per una
scuola e una universita' sempre meno capaci di formare
lavoratori e per politiche miopi che hanno moltiplicato quei
contratti di lavoro precari e frammentati che stanno
caratterizzando questa fase del capitalismo''.
Per questo, ''se un giovane quando si affaccia sul mondo
del lavoro non ha davanti alcuni anni nei quali apprendere un
mestiere, dal falegname al professore universitario, corre
fortemente il rischio di ritrovarsi in eta' matura a non
avere nessun mestiere, a non essere quindi competente in
nulla''. Ed e' per questo che ''per i giovani e' fondamentale
sapere che un'impresa o una istituzione sta investendo in
loro, e loro in essa, dando loro del tempo per poter
apprendere un mestiere, ed essere cosi' davvero utili
all'impresa e alla societa' civile. E se si e' precari e
senza competenze da giovani lo si sara' ancora di piu' da
adulti, quando perdere il lavoro diventa un dramma anche
perche' il valore del proprio capitale umano e' molto
basso''.
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