
+++Col governo non si tratta solo di sentire opinioni ma si
tratta di organizzare uno sforzo comune per un cambiamento e
per salvare l'Italia+++.
(ASCA) - Roma, 3 gen - ''Veniamo da una esperienza di
divisione nel mondo del lavoro che non ha portato a nulla''.
Lo ha detto il segretario del Pd Pier Luigi Bersani
intervistato da Sky Tg24 auspicando che le parti sociali
ritrovino quell'unita' realizzata nell'accordo del 28 giugno
scorso e ''proseguire quindi su questa strada''.
Per quanto riguarda la questione degli incontri bilaterali
o tutti assieme delle parti sociali, in particolare dei
sindacati, con il govwerno Bersani ha detto: ''Spero proprio
che questioni di metodo non impediscano di affrontare la
sostanza. Questa questione del formato degli incontri va
risolta col buon senso, senza creare pregiudiziali e di
vivisioni in premessa. Bisogna riuscire ad affrontare le
questioni. Questioni che sono il lavoro che cala, una
recessione, portare soccorso a chi perde il lavoro ma anche
per il lavoro che manca. C'e' poi da prevedere un sistema di
soccorso a chi il lavoro non ce l'ha e aiutarlo ad averlo. E'
il grande tema della precarieta', di una flessibilita'
diventata precarieta' per una fascia enorme di giovani:
dobbiamo assolutamente porre un rimedio. E' ora di affrontare
la questione diopo anni che e' stata ampiamente inevasa''.
Alla domanda se il governo Monti si muova verso la
concertazione o invece verso incontri bilaterali, Bersani ha
risposto: ''Non ho ancora capito bene il nodo della
questione. Si vuole incontrare separatamente le parti
sociali, intendendo i sindacati, gli industriali, il
terziario... A me, anche dal punto di vista della semplicita'
dell'approccio mi parrebbe che convenga seguire le cose piu'
semplici e immediate. L'accordo del 28 giugno e' stato fatto
con tutte le parti sociali. Si parta come si vuole ma si deve
arrivare li'. E ci si deve arrivare con un dialogo che lasci
poi spazio alle decisioni del governo. Bisogna fare in modo
che tutti gli apporti vengano riconosciuti e che tutte le
disponibilita' vengano accertate. Qui non si tratta solo di
sentire delle opinioni, si tratta di organizzare uno sforzo
comune, cioe' mettere al centro la coesione di questo Paese,
mentre si propone il cambiamento: cambiamento e coesione sono
due cose che sembrano diverse ma che devono andare assieme se
vogliamo davvero salvare l'Italia. E qui ognuno deve
prendersi le sue responsabilita': governo, parti sociali e
forze politiche in parlamento''.
Alla domanda se gli incontri bilaterali possano servire a
smorzare i toni quelli 'troppo forti della Cgil', Bersani ha
fatto osservare che ''bisogna che tutti siano coscienti da
quale esperienza veniamo: veniamo da una esperienza di
divisione del mondo del lavoro che non ha portato a nulla.
Poi col 28 giugno abbiamo raggiunto un punto di coesione e di
equilibrio. Voglio credere che ne' il governo ne' le parti
sociali vogliano rompere quel punto di coesione, senno'
invece di andare avanti andremmo indietro''.
Quanto alla possibilita' di un tavolo a cui siedano tutte
le sigle del sindacato insieme al governo, Bersani ha
aggiunto: ''Un tavolo che sia in forme tali, nella sua
articolazione, nel suo esito, che possa essere riconosciuto
da tutti quelli che devono partecipare. Mi pare una cosa
elementare e ovvia sulla qualo'e credo che il governo debba
impegnarsi''.
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