
(ASCA) - Roma, 4 feb - ''La possibilita' di licenziamento
facile non c'azzecca niente ne' con la crisi italiana, ne'
con gli investimenti esteri. La verita', caro presidente
Monti, e' che lei l'art.18, che e' l'ultimo diritto di
civilta' rimasto ai lavoratori italiani, non lo deve toccare
come non lo doveva toccare Berlusconi. Se ci provera', noi
faremo tutto il possibile per impedirglielo''. E' quanto
scrive sul suo blog il leader dell'Italia dei Valori, Antonio
Di Pietro.
''I professori che stanno al governo - prosegue - hanno
imparato subito la lezione dei guitti che ci stavano prima.
Per giustificare eventuali scelte che non hanno nessunissima
scusa, occupano militarmente le televisioni e i mezzi
d'informazione e, senza praticamente nessun contraddittorio,
bombardano i telespettatori di bugie convinti che a forza di
ripeterle saranno prese per oro colato''.
''Siccome per giustificare l'attacco all'art. 18 -
conclude Di Pietro - Monti non puo' citare il caso di neanche
una sola azienda italiana che sia entrata in crisi per colpa
di quell'articolo, adesso si attacca agli investimenti
stranieri che non arrivano perche' qui non c'e' la
possibilita' di cacciare dal lavoro qualcuno solo perche' ti
sta antipatico o perche' sta in un sindacato piuttosto che in
un altro. E' una balla anche questa. E' vero che l'assenza di
investimenti stranieri in Italia e' uno dei grandi problemi
che impediscono la crescita. Ma, prima di tutto, gli
stranieri non investono in Italia perche' non vogliono finire
nella palude della burocrazia, che soffoca e ammazza
qualsiasi iniziativa''.
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