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(ASCA) - Roma, 3 feb - ''In Italia e' necessaria una riforma
del mercato del lavoro. Questo non significa limitarsi a
mettere in discussione l'articolo 18.
Se si facilitano i licenziamenti e nel contempo le
assunzioni, avremo messo in pratica il principio dei vasi
comunicanti. Imprese, sindacati e lavoratori devono trovare
il modo di far ripartire il mondo del lavoro, senza
penalizzare l'anello piu' debole della catena. Vanno cercate
garanzie per imprenditori ed operai, gli uni non esistono
senza gli altri''.
Ad affermarlo e' Gero Grassi, Pd, vicepresidente della
commissione Affari Sociali della Camera dei deputati.
''La crisi e la recessione sono tutt'altro che passate.
Ogni azione di riforma -aggiunge Grassi- deve contemplare
un'esigenza ben piu' complessa di quanto non si possa
immaginare guardando al proprio 'orticello'. Che il
precariato sia un fenomeno deprecabile, da combattere, e'
sacrosanto, ma possiamo farlo con le armi che abbiamo a
disposizione. Ogni strategia politica deve partire dal dato
reale, non ideale, o avremo fatto soltanto demagogia. Di
questo al momento nessuno ha bisogno''.
''La disoccupazione, oggi, possiamo combatterla solo con
la flessibilita', che se ben strutturata, attraverso una
riforma del mercato del lavoro e dei contratti, puo'
funzionare, puo' dare garanzie.
I lavoratori e le imprese italiane -afferma ancora Grassi-
devono misurarsi col mondo globalizzato che avanza:
esportazioni cinesi, indonesiane, coreane che hanno prezzi
piu' bassi e si presentano anche tecnologicamente piu'
avanzate.
Bisogna imparare a nuotare in mare aperto, non e' piu'
possibile sentirsi sicuri, restando a riva.
Viviamo in una societa' allargata. Non possiamo pensare
-concclude Grassi- di preservare il mondo del lavoro
chiudendoci. Possiamo, invece, competere, aumentando
professionalita' e qualita', puntando sul Made in Italy, che
resta un'icona di prestigio in tutto il mondo''.
com-min

