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Lefebvriani: mons.Fellay, Vaticano confuso. Diciamo 'no' a sua proposta

03 Febbraio 2012 - 14:49

(ASCA) - Roma, 3 feb - Il superiore dei lefebvriani, mons.

Bernard Fellay, ha detto ieri durante un'omelia tenuta nel seminario tradizionalista San Tommaso d'Aquino a Winona, Minnesota, negli Stati Uniti, che la Societa' Sacerdotale San Pio X ''e' obbligata a dire no'' alla proposta di riconciliazione arrivata dal Vaticano. L'omelia e' stata pubblicata sul sito del seminario.

Mons. Fellay spiega ai suoi confratelli che la Santa Sede ''ha accettato tutte le nostre richieste'' dal punto di vista organizzativo e pratico, migliorando l'offerta fatta il 14 settembre scorso, ma che rimane ancora una distanza profonda dal punto di vista dottrinale. La Pontificia Commissione Ecclesia Dei, incaricata dei rapporti con i gruppi tradizionalisti, secondo Fellay, chiede ai lefebvriani di accettare che ''i punti controversi del Concilio (Vaticano II, ndr) - punti ambigui, su cui c'e' contrasto - come l'ecumenismo e la liberta' religiosa, devono essere letti in coerenza con la dottrina perpetua della Chiesa. Se quindi c'e' qualcosa di ambiguo nel Concilio, dovete leggerlo come la Chiesa l'ha sempre insegnato nel corso della storia''.

Il problema, per il superiore lefebvriano, e' che come esempio di continuita' tra la dottrina tradizionale della Chiesa e gli insegnamenti del Concilio il Vaticano presenta proprio le questioni dell'ecumenismo e della liberta' religiosa ''cosi' come vengono intepretati dal Catechismo della Chiesa cattolica, che sono esattamente i punti che non rimproveriamo al Concilio''.

''Penso che non ci potrebbe piu' confusione di cosi''', commenta il leader tradizionalista, che ironizza sul fatto che le parole ''tradizione'' e ''coerenza'' abbiano un significato per la gerarchia cattolica rispetto a quello loro attribuito da lefebvriani. ''E' per questo - tira le somme Fellay - che siamo obbligati a dire. Non firmeremo. Siamo d'accordo sul principio ma vediamo che le conclusioni sono opposte''.

La risposta lefebvriana e' gia' stata inviata a Roma ed e' ora all'esame della Commissione Ecclesia Dei: ''Ci stanno ancora riflettendo, il che vuol dire che probabilmente sono imbarazzati'', commenta il superiore tradizionalista.

''Abbiamo detto loro molto chiaramente - conclude - se ci accettate cosi' come siamo, senza cambiamenti, senza costringerci ad accettare queste cose, siamo pronte. Ma se volete farci accettare queste cose, allora non lo siamo''.

asp/gc




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