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Londra 2012: debutto Semenya, l'atleta che apri' il caso ermafroditismo

Londra 2012: debutto Semenya, l'atleta che apri' il caso ermafroditismo

08 Agosto 2012 - 19:57

(ASCA) - Roma, 8 ago - Oggi e' stata le protagonista delle batterie degli 800m donne ai Giochi olimpici di Londra: ha esordito qualificandosi per le semifinali con il tempo di 2'00''71 e superando definitivamente le controversie relative alla sua identita' sessuale.

La sudafricana Caster Semenya, l'atleta che correva troppo forte per essere una donna e che nel 2009 si sottopose ad un ''controllo di genere'' per stabilire il sesso, si e' affacciata per la prima volta alle Olmipiadi inglesi esibendo la fierezza di chi si sente una predestinata.

Il suo corpo, scrive l'Agenzia Informa, e' cambiato. Ora c'e' un abbozzo di seno, i lineamenti del viso sono piu' aggraziati, la muscolatura delle gambe meno aggressiva, la voce meno maschile. Dicono sia per le cure ormonali alla quale si e' sottoposta per rientrare nelle regole, quelle della fisiologia ma anche del comune pensare.

Ora, col pensiero alle semifinali la 21enne di Polokwane insegue una medaglia e continua a difendere un titolo mondiale da onorare, stringendo forte la bandierae della madre patria dopo che il comitato olimpico l'ha scelta come alfiere all'inaugurazione dei Giochi.

Stabilire quale sia la sua condizione di forma e' ancora un rebus: il debutto e' stato soft, non ha avuto bisogno di sforzarsi troppo, il passaggio del turno si e' rivelato semplice ma a Londra si e' presentata con tempi molto alti, addirittura un ventunesimo crono nella lista mondiale stagionale. Lei, dopo l'argento mondiale del 2011 a Daegu, per molti mesi si e' nascosta. Dopo una serie di batoste ai meeting, figlie anche dello stress accumulato per le accuse che riaprirono il dibattito sull'ermafroditismo, ha preferito restare ad allenarsi in Finlandia, rifinendo una preparazione che molti ritenevano non adeguata.

Ora si dice pronta pur sapendo di non essere piu' forte come prima a causa delle cure ormonali che la Iaaf ha definito necessarie per evitare un vantaggio ingiusto sulle avversarie. Uno dei personaggi copertina dell'atletica all'Olimpiade, semifinali a parte, rischia dunque di fare solo da comparsa. Ma almeno non si sentira' piu' dire dalle avversarie, come accadde a Berlino 2009: ''Sono stata battuta da un uomo, quella li' non doveva neanche correre''.

red-rba/sam/ss





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