
(ASCA) - Roma, 7 feb - Sono circa ventimila le persone
fuggite dal Mali a causa dei combattimenti nel nord del
paese. Lo riferisce l'Alto Commissariato delle Nazioni Unite
per i Rifugiati (UNHCR) che ha dispiegato nei paesi
circostanti, soprattutto Niger, Burkina Faso e Mauritania, le
sue squadre di soccorso.
Gli scontri tra gruppi ribelli Tuareg e forze governative
- sottolinea l'UNHCR - sono cominciati a meta' del mese di
gennaio nella regione di Azawad, nel Mali settentrionale.
Nelle ultime tre settimane almeno 10.000 persone hanno
attraversato il confine per cercare rifugio in Niger, 9.000
in Mauritania e 3.000 in Burkina Faso.
Proviene dal Mali anche la maggior parte dei nuovi
arrivati in Niger. Alcuni di loro si sono accampati molto
vicino alla frontiera. Molti dormono all'aperto e hanno
limitato accesso ad alloggi, acqua potabile, assistenza
medica e cibo. Si sono insediati principalmente nei villaggi
dei distretti di Tillaberery, Ouallam, e Bilingue, nel nord
del paese. Il solo Sinegodar - un villaggio nel distretto di
Tillabery - ospita oltre 5.500 maliani e puo' contare su un
solo punto di raccolta dell'acqua che deve servire l'intera
popolazione locale e quella dei rifugiati.
In Mali, i combattimenti tra il movimento di liberazione
Touarge MNLA (Mouvement National de Liberation de l'Azawad) e
le forze governative sono ripresi lo scorso 17 gennaio,
violando un accordo del 2009 che aveva ufficialmente posto
fine alla ribellione Tuareg.
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