(ASCA) - Roma, 3 feb - ''Il grande freddo che ha investito
l'Italia, portando intense nevicate soprattutto al
Centro-Nord, sta bloccando le consegne di prodotti
deperibili, come frutta, verdura, carne, latte e formaggi. Le
cattive condizioni del fondo stradale hanno rallentato
fortemente la circolazione dei tir, con la conseguenza che la
distribuzione di alimentari freschi agli stabilimenti e ai
punti vendita della Gdo e' diminuita della meta' rispetto al
quantitativo medio abituale, che si attesta sulle 50 mila
tonnellate al giorno in tutto il Paese''. Lo afferma la Cia,
Confederazione italiana agricoltori, in una nota.
L'ondata di gelo siberiano, prosegue la nota, ''ha reso
impraticabili molte strade rurali e interpoderali,
soprattutto in collina e nelle zone montane, rendendo quasi
impossibili non soltanto gli spostamenti di merci dalle
imprese agricole, ma anche gli stessi approvvigionamenti
aziendali, prima di tutto quelli mangimistici. Ora il freddo
polare sta arrivando anche al Sud, dove si concentra il 70
per cento del valore commerciale della produzione
ortofrutticola, e si teme un nuovo ''caos viabilita'''. Con
effetti diretti sia sui campi che sugli scaffali dei
supermercati, dove i prezzi alimentari ancora risentono delle
speculazioni provocate dallo sciopero degli
autotrasportatori''.
Per gli agricoltori, conclude la Confederazione, ''e'
un'altra batosta, che sta costando al settore gia' decine di
milioni di euro. Perche' oltre alla 'crisi di rifornimento',
con le temperature siberiane esplodono le spese aziendali per
il riscaldamento delle serre (+15 per cento); le produzioni
orticole in campo aperto vanno in 'tilt' con il pericolo di
congelamento e blocco della crescita e al di sotto dei -2* di
temperatura media giornaliera cala fino al 20 per cento la
resa produttiva degli animali da latte''.
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