
(ASCA) - Roma, 3 feb - ''Il maltempo con neve e ghiaccio che
ha bloccato la circolazione impedisce le consegne dei cibi
con cinquantamila tonnellate di verdure ferme a marcire nelle
strade, nei magazzini e nelle aziende''. E' l'allarme
lanciato dalla Coldiretti sulla base del monitoraggio
effettuato su tutto il territorio nazionale dove difficolta'
si registrano anche per le consegne di latte e degli altri
prodotti deperibili come i fiori.
''Una situazione difficile che - sottolinea l'organizzazione
agricola- rischia di dare il colpo di grazia a molte aziende
con danni stimabili complessivamente fino ad ora in 50
milioni per effetto del deprezzamento delle merci deperibili,
dei danni da gelo provocati alle coltivazioni invernali in
campo e dei maggiori costi di riscaldamento delle serre, ma
anche dei problemi strutturali provocati alle coltivazioni
che hanno ceduto sotto il peso della neve. Se la situazione
non tornera' subito alla normalita', gli effetti rischiano
presto di trasferirsi anche ai consumatori perche' le
forniture e i prezzi sugli scaffali dei supermercati non sono
ancora tornati alla normalita', dopo lo sciopero dei tir''.
''All'impossibilita' di effettuare le consegne dei
prodotti deperibili si aggiungono i danni per le aziende
agricole provocati dal gelo che mette a rischio soprattutto
le coltivazioni invernali in campo aperto come cavoli, verze,
cicorie, carciofi, radicchio e broccoli, ma se la temperatura
dovesse rimanere a lungo sotto i dieci gradi a soffrire
sarebbero anche le piante di olivo e la vite come e' accaduto
con il grande freddo del 1985 i cui effetti sono durati
anni.
Con l'emergenza, per pulire le strade, sono stati mobilitati
anche molti agricoltori della Coldiretti con trattori
utilizzati come spalaneve e spandiconcime adattati per la
distribuzione del sale contro il gelo. Un intervento -
conclude la Coldiretti - per consentire la circolazione in
molti chilometri di strada per scongiurare il rischio di
isolamento delle abitazioni soprattutto nelle aree piu'
impervie interne e montane, grazie alla maggiore
tempestivita' di intervento''.
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