
(ASCA) - Roma, 23 dic - Con 257 voti si' il Senato ha
approvato ieri in via definitiva la manovra del governo. 24
voti favorevoli in meno rispetto ai 281 si' ricevuti lo
scorso 17 novembre sul discorso programmatico del premier
Mario Monti. Ai no della Lega, rispetto a un mese fa, si sono
aggiunti quelli di Idv, Svp e Union Valdotaine.
Soddisfatto per l'approvazione definitiva della manovra,
Monti - che in giornata incontrera' il segretario del Pdl
Angelino Alfano e i leader del Terzo Polo Pier Ferdinando
Casini e Fratesco Rutelli - ha convocato per oggi alle 11 il
Consiglio dei ministri. All' ordine del giorno la relazione
generale sulla situazione economica del paese per l'anno
2010, la proroga di termini previsti da disposizioni
legislative, la proroga delle missioni internazionali delle
Forze armate e delle iniziative di cooperazione allo sviluppo
e sostegno ai processi di ricostruzione e partecipazione alle
iniziative delle organizzazioni internazionali per il
consolidamento dei processi di pace e di stabilizzazione.
Il Consiglio dei ministri deve esaminare il decreto
milleproroghe di fine anno. Piero Giarda, ministro per i
rapporti con il Parlamento, ha precisato che si trattera' di
''un provvedimento snello che non conterra' correzioni alla
manovra appena approvata''. Vengono cosi' smentite le voci su
un inserimento di provvedimenti economici nel decreto
milleproroghe. Il Pdl aveva avvertito che in questo caso il
governo avrebbe dovuto consultarsi prima con i partiti che lo
sostengono.
Nonostante Camera e Senato siano da oggi in pausa natalizia
(i lavori parlamentari riprenderanno martedi' 10 gennaio),
non si ferma il dibattito politico. Pier Luigi Bersani e'
intervenuto ieri sera alla trasmissione ''Piazza pulita'' su
La7 dedicata ai temi del lavoro e della crisi economica.
Puntualizza il segretario del Pd: ''Non ha senso partire
dall'articolo 18 per riformare il mercato del lavoro. Bisogna
invece ridurre il precariato e modernizzare gli
ammortizzatori sociali''.
Bersani conferma la lealta' del suo partito nei confronti del
governo presieduto da Monti ''che pure non rappresenta il
nostro orizzonte programmatico ma la cui formazione e'
servita per non fare la fine della Grecia, il Pd deve dare
una mano al paese a uscire dalla crisi''. Il leader del Pd
pensa che l'attuale esecutivo debba rimanere in carica fino
al 2013: ''Se arriviamo alla scadenza naturale della
legislatura, noi facciamo le nostre primarie e io saro'
candidato''.
Sulle alleanze, Bersani precisa: ''Propongo un accordo tra
progressisti e moderati senza populismi. Se ci sta, anche con
Casini.
Ma io parto dal centrosinistra. A Milano, dove ha vinto
Pisapia, noi abbiamo fatto questa proposta''.
Sul fronte del centrodestra a fare problema sono i rapporti
tra Umberto Bossi e Silvio Berlusconi. ''Mi sembra che
Berlusconi abbia troppa paura. Sta li' buono come una
pecorella'', e' stato il commento del leader leghista
all'annuncio dell' ex premier di un possibile ritiro della
fiducia al governo Monti se continuera' ad aumentare le
tasse. ''Non sono un mago, non penso pero' che il governo
possa arrivare al 2013. Neppure con il presidente della
Repubblica di supporto come alleato ce la puo' fare.
Soprattutto con manovre come questa'', e' il giudizio di
Bossi.
Berlusconi replica con moderazione sottolineando che
''sarebbe masochismo'' non arrivare a un accordo del Pdl con
la Lega. L'ex premier punta a un'alleanza pure con l'Udc:
''Casini e' un tema importante nel centrodestra, perche' ha
elettori moderati e in Europa sta con noi''.
Sul tema dei rapporti tra Lega e Pdl interviene anche Roberto
Maroni nel corso della trasmissione ''Otto e mezzo'' su La7:
''Non credo che Berlusconi sia uno che ha paura, e' un
lottatore, un gran combattente. Per quel che conosco, ha
lottato per mantenere il governo o andare a elezioni.
Purtroppo non e' successo e ora abbiamo a che fare con una
compressione della democrazia''.
L'ex ministro degli Interni non da' chance all'attuale
governo: ''Probabilmente Berlusconi non era adeguato ad
affrontare la crisi ma il governo Monti e' del tutto
inadeguato a trovare soluzioni giuste, eque e efficaci. La
soluzione e' stata tasse tasse tasse. Noi siamo preoccupati
perche' senza le misure adeguate l'arrabbiatura della gente
travolgera' tutti, Lega compresa''.
Maroni conclude con un'annotazione sul passato: ''Ci sono
state tante cose che abbiamo dovuto digerire durante il
governo Berlusconi. Ora ci divertiamo di piu' perche' per tre
anni e mezzo siamo stati ligi al dovere di votare sempre si',
adesso possiamo testimoniare il nostro dissenso''.
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