(ASCA) - Milano, 3 feb - Avrebbe voluto proseguire la sua
testimonianza per ''rendere ulteriori dichiarazioni'' e
''chiarire'' tutta la vicenda. Ma per il Tribunale di Milano
5 udienze dedicate alla sua deposizione possono bastare.
Finisce cosi' tra le polemiche la deposizione David Mills, il
personaggio principale del processo sulla presunta corruzione
di Silvio Berlusconi. Con Niccolo' Ghedini, difensore dell'ex
capo del governo, che attacca: ''E' una grave violazione del
diritto di difesa''.
E' solo l'esito di un'udienza dal clima ancora una volta
teso soprattutto per notizia riportata dal sito internet di
'Libero': secondo le indiscrizioni raccolte dal quotidiano
diretto da Maurizio Belpietro, Fabio de Pasquale - il pm
milanese che rappresenta la pubblica accusa nel processo
Mills - sarebbe pronto ad avviare un'indagine nei confronti
di Mills per falsa testimonianza. Sarebbe questa - sempre
secondo la ricostruzione di Libero - la diretta conseguenza
della testimonianza resa finora dal legale d'affari
britannico. L'uomo che secondo l'ipotesi dell'accusa sarebbe
stato corrotto con 600mila dollari da Berlusconi aveva
infatti assicurato ai giudici milanesi (e ripete oggi in
aula'') di aver ricevuto quei soldi dall'armatore napoletano
Diego Attanasio, scagionando cosi' l'ex capo del governo
dall'accusa di averlo corrotto. ''Berlusconi e' innocente -
aveva garantito in aula - non c'entra nulla con questa
storia''. Un'affermazione che - sempre a voler prendere in
considerazione la notizia pubblicata da Libero - potrebbe
costare a Mills un'iscrizione nel registro degli indagati per
falsa testimonianza.
Cosi', quando alle 15 in punto parte il collegamento
audio-video Milano-Londra, Mills tentenna e si rifiuta di
rispondere alle domande dei difensori di Berlusconi per il
controesame. Il suo timore e' che qualche parola di troppo
possa essere usata contro di lui per avviare un'altra
indagine. Con il rischio di trovarsi coivolto in un altro
guaio giudiziario. Il legale britanico chiede percio'
rassicurazioni: pretende che il pm De Pasquale chiarisca se
intende indagarlo. Impossibile, lo stoppa Francesca Vitale:
questa, avverte la presidente dei giudici della X sezione
penale di Milano, e' una ''questione futuribile'' che ''non
puo' esigere risposta. Non abbiamo la sfera di cristallo -
evidenzia il giudice - non sappiamo quello che accadra' in
futuro''.
Il problema riguarda soprattutto i diversi ordinamenti.
Per quello britannico, un testimone ha il diritto di sapere
con certezza che verra' indagato per la sua testimonianza.
Diverso il caso dell'ordinamento italiano, che non prevede la
possibilita' per un magistrato di rivelare le proprie
intenzioni in materia di indagni preliminari, coperte da
segreto istruttorio.
E' passata da un pezzo meta' pomeriggio quando Mills si
convince a testimoniare. Nel frattempo, pero', le lancette
dell'orologio non hanno smesso di correre. Risultato:
l'articolo di 'Libero' fa perdere due ore al processo Mills.
Il legale inglese chiede ancora tempo, vuole terminare la sua
testimonianza, ma il Tribunale dice basta. Anche perche',
osserva la Vitale, ''se Mills voleva rispondere poteva farlo
oggi, inveve ha perso due ore''. Resta da capire se davvero
sia ancora possibile arrivare a sentenza per un processo che
- secondo i calcoli del Tribunale - e' destinato a cadere in
prescrizione in una data compresa tra il 14 e il 19
febbraio.
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