ultima ora 

Mills: giudici dicono basta a testimonianza legale inglese (il punto)

03 Febbraio 2012 - 18:41

(ASCA) - Milano, 3 feb - Avrebbe voluto proseguire la sua testimonianza per ''rendere ulteriori dichiarazioni'' e ''chiarire'' tutta la vicenda. Ma per il Tribunale di Milano 5 udienze dedicate alla sua deposizione possono bastare.

Finisce cosi' tra le polemiche la deposizione David Mills, il personaggio principale del processo sulla presunta corruzione di Silvio Berlusconi. Con Niccolo' Ghedini, difensore dell'ex capo del governo, che attacca: ''E' una grave violazione del diritto di difesa''.

E' solo l'esito di un'udienza dal clima ancora una volta teso soprattutto per notizia riportata dal sito internet di 'Libero': secondo le indiscrizioni raccolte dal quotidiano diretto da Maurizio Belpietro, Fabio de Pasquale - il pm milanese che rappresenta la pubblica accusa nel processo Mills - sarebbe pronto ad avviare un'indagine nei confronti di Mills per falsa testimonianza. Sarebbe questa - sempre secondo la ricostruzione di Libero - la diretta conseguenza della testimonianza resa finora dal legale d'affari britannico. L'uomo che secondo l'ipotesi dell'accusa sarebbe stato corrotto con 600mila dollari da Berlusconi aveva infatti assicurato ai giudici milanesi (e ripete oggi in aula'') di aver ricevuto quei soldi dall'armatore napoletano Diego Attanasio, scagionando cosi' l'ex capo del governo dall'accusa di averlo corrotto. ''Berlusconi e' innocente - aveva garantito in aula - non c'entra nulla con questa storia''. Un'affermazione che - sempre a voler prendere in considerazione la notizia pubblicata da Libero - potrebbe costare a Mills un'iscrizione nel registro degli indagati per falsa testimonianza. Cosi', quando alle 15 in punto parte il collegamento audio-video Milano-Londra, Mills tentenna e si rifiuta di rispondere alle domande dei difensori di Berlusconi per il controesame. Il suo timore e' che qualche parola di troppo possa essere usata contro di lui per avviare un'altra indagine. Con il rischio di trovarsi coivolto in un altro guaio giudiziario. Il legale britanico chiede percio' rassicurazioni: pretende che il pm De Pasquale chiarisca se intende indagarlo. Impossibile, lo stoppa Francesca Vitale: questa, avverte la presidente dei giudici della X sezione penale di Milano, e' una ''questione futuribile'' che ''non puo' esigere risposta. Non abbiamo la sfera di cristallo - evidenzia il giudice - non sappiamo quello che accadra' in futuro''.

Il problema riguarda soprattutto i diversi ordinamenti.

Per quello britannico, un testimone ha il diritto di sapere con certezza che verra' indagato per la sua testimonianza.

Diverso il caso dell'ordinamento italiano, che non prevede la possibilita' per un magistrato di rivelare le proprie intenzioni in materia di indagni preliminari, coperte da segreto istruttorio.

E' passata da un pezzo meta' pomeriggio quando Mills si convince a testimoniare. Nel frattempo, pero', le lancette dell'orologio non hanno smesso di correre. Risultato: l'articolo di 'Libero' fa perdere due ore al processo Mills.

Il legale inglese chiede ancora tempo, vuole terminare la sua testimonianza, ma il Tribunale dice basta. Anche perche', osserva la Vitale, ''se Mills voleva rispondere poteva farlo oggi, inveve ha perso due ore''. Resta da capire se davvero sia ancora possibile arrivare a sentenza per un processo che - secondo i calcoli del Tribunale - e' destinato a cadere in prescrizione in una data compresa tra il 14 e il 19 febbraio.

fcz/mau




+ Correlate
+ Altre notizie di