
(ASCA) - Roma, 3 gen - ''Adesso e' anche scritto, nero su
bianco, nel lavoro della Commissione Giovannini: i
parlamentari italiani sono quelli con i privilegi piu' alti
d'Europa. Cosa aspettiamo a tagliarli? Perche' quando si
tratta di far pagare i pensionati, i lavoratori e le classi
piu' povere, il Parlamento trova subito l'accordo trasversale
(come nell'ultima manovra), mentre quando si tratta di
tagliare i propri privilegi, deve aspettare gli esiti di una
'commissione'?''. Lo scrive sul suo blog il presidente
dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro.
''Che senso ha stare in Europa se un parlamentare spagnolo
guadagna 2200 euro al mese e va in pensione come tutti gli
altri cittadini, mentre quello italiano e' una sorta di
alieno rispetto ai suoi elettori? Bene, noi ci abbiamo
provato - sottolinea Di Pietro - e ci riproveremo ancora, in
Parlamento, a presentare una proposta per tagliare i costi
della Casta, e questa volta non riusciranno a farla
franca''.
''Il Parlamento non potra' trovare scuse per non votare i
tagli ai suoi privilegi, come ha fatto quando l'Italia dei
Valori ha proposto l'abolizione dei vitalizi dei deputati: 22
si' (tutti dell'IdV) e 498 no (tutti gli altri). Questa volta
hanno addosso gli occhi del Paese, i cittadini italiani non
permetteranno che la facciano franca di nuovo. Come non
permetteranno che si rinunci a tagliare i costi del
mantenimento delle Province. Il Parlamento voti subito la
nostra proposta di legge popolare (che piu' di 400.000
cittadini hanno firmato) per l'abolizione degli sprechi
derivati da questi enti territoriali inutili e obsoleti. Il
nostro impegno contro la Casta non e' storia di queste
settimane, in cui tutti si stanno scoprendo cavalieri bianchi
in difesa dell'equita' (solo a parole, pero'...)'', conclude
Di Pietro.
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