(ASCA) - Roma, 4 feb - ''All'ultimo Consiglio Europeo, per
bilanciare l'ossessivo desiderio di approvare il 'fiscal
compact' con regole piu rigorose per il rientro dal debito,
il duo Merkel-Sarkozy ha estratto dal cilindro un'idea
formidabile per la crescita, quella di utilizzare i fondi
europei non spesi per finanziare la ripresa dell'economia e
dell'occupazione e sostenere in particolare le piccole
imprese. Peccato che, come ha prontamente precisato il
Commissario competente Hahn, di soldi non spesi negli anni
2010 e 2011 ve ne siano solo 30 milioni. In realta'
nell'attuale quadro finanziario 2007-2013, dei 350 miliardi
di euro per la coesione previsti, rimangono 82 miliardi di
euro non ancora erogati, ma sono vincolati a 455 programmi
gia' concordati coi governi e con le regioni. Non si possono
dunque distogliere per sostenere il grande piano europeo per
la crescita''. Lo segnala Gianni Pittella, vicepresidente
vicario del Parlamento europeo.
''Si puo', ed e' doveroso farlo - spiega Pittella -,
incoraggiare ad accelerare la spesa, si puo' chiedere che le
regioni e i governi evitino, all'interno dei programmi gia
concordati, di spruzzare i fondi qui e la' come sussidi per
piccoli interventi ma che li concentrino su grandi obiettivi
(in Italia ad esempio l'agenda digitale lanciata dai ministri
Profumo e Barca). Si puo' e si deve aprire gli occhi e
vigilare per impedire che mani malavitose ed affaristiche in
alcune aree ne facciano incetta. Ma non si puo' far credere -
sottolinea il vicepresidente dell'Europarlamento - che siano
il combustibile adeguato per il grande piano per la
crescita.
I nostri governanti europei devono smetterla di cincischiare,
di lanciare bluff immediatamente smascherati, devono prendere
atto che servono nuovi strumenti per nuove risorse, come
l'emissione dei project bonds e la tassazione sulle
transazioni finanziarie. Solo con scelte coraggiose,e'
possibile assicurare investimenti adeguati per far respirare
la economia europea e dare sollievo a famiglie ed imprese,
oggi in pieno e profondo disagio''.
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