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Tangentopoli: Di Pietro, a 20 anni di distanza nulla e' cambiato

Tangentopoli: Di Pietro, a 20 anni di distanza nulla e' cambiato

03 Febbraio 2012 - 15:37

(ASCA) - Roma, 3 feb - ''Il 17 febbraio, alle 17, vi diamo appuntamento, a Milano, presso il Teatro Elfo Puccini.

Infatti quel giorno, a quell'ora, cade il ventesimo anniversario dall'arresto di Mario Chiesa. Di li' a due anni nelle aule giudiziarie di Milano furono chiamati leader ed esponenti dei partiti per parlare di un sistema di potere, fatto di commistioni tra affari e politica, che aveva portato l'Italia sull'orlo della bancarotta. A tanti anni di distanza poco o niente e' cambiato. Anzi quel sistema si e' ingegnerizzato, affinato e la politica ha tentato di demonizzare la magistratura, ha depenalizzato quei reati, come il falso in bilancio, in modo da poter agire indisturbata''. Lo scrive sul suo blog il presidente dell'Italia dei Valori, Antonio Di Pietro, che aggiunge: ''In questi giorni, l'operazione rischia di completarsi e il cerchio e' pronto a chiudersi con la denigrazione e la delegittimazione di quei giudici che venti anni fa, rispondendo al dettato costituzionale, individuarono la malattia presente nei partiti. Non e' certo un caso che oggi i media e i noti soloni della politica si apprestino a ricordare quella data con un inedito, seppur scontato, copione: una rivisitazione strumentale di quelle vicende, al fine di riabilitare e giustificare personaggi e metodi che sono ancora in auge''.

''Infatti, in questi salotti mediatici per ricordare Mani Pulite, troviamo volti conosciuti alle aule giudiziarie di quel tempo. Coloro che avevano snocciolato cifre e dettagli sulle tangenti, adesso si affrettano a smentire la testimonianza rilasciata ai giudici, scritta e sottoscritta, e parlano di abuso dell'autorita' giudiziaria''. ''Insomma - prosegue Di Pietro - gli imputati di allora si ergono a giudici. Cosi' in una storia tra guardie e ladri le parti si invertono. Un'operazione scientifica, fatta al fine di giustificare l'operato di dirigenti politici, di logge massoniche e di comitati d'affari, noti alle cronache di questi anni, di questi giorni, come a quelle dell'epoca. E' un modo per mettere tutto nel calderone, per appannare e nascondere la verita'''.

''Insomma, mi sembra proprio che nulla sia cambiato in questi vent'anni. Per questo ci vediamo a Milano, il 17 febbraio, alle ore 17. Insieme a me ci saranno Gianni Barbacetto, Giuliano Pisapia, Bruno Tabacci e Marco Travaglio'', conclude Di Pietro.

com/vlm




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