(ASCA) - Roma, 4 lug - ''A seguito dell'approvazione
dell'ormai noto e famigerato 'art.16', i piccoli Comuni si
sono trovati di fronte ad un quadro di generale
irrazionalita' dell'intera normativa, resa praticamente
inattuabile proprio dai contenuti dello stesso articolo 16
che, in sintesi, sta producendo danni ai processi di
cooperazione e gestione associata''. Mauro Guerra,
Coordinatore Nazionale Anci Consulta Piccoli Comuni e
vicesindaco di Tremezzo, riassume ad Anci Rivista l'ultimo
anno dei Piccoli Comuni italiani; un anno che ha visto l'Anci
impegnarsi a tutela dei territori e del loro futuro.
A pochi giorni dalla XII Conferenza Nazionale dei Piccoli
Comuni e l'VII Conferenza Nazionale delle Unioni che si
terra' ad Arona in Piemonte il 6 e 7 luglio, Guerra
sottolinea come in questa fase difficile e drammatica il
paese abbia bisogno di responsabilita', ragionevolezza e
serieta' da parte di tutti. E quindi: ''Via le inutili e
dannose irrazionalita' dell'art. 16; approvazione di una
Carta delle Autonomie, oppure, visti ormai i tempi, di un
decreto urgente che dica chi deve fare cosa, con chiarezza e
che sulle gestioni associate apra la strada a processi di
riordino ed aggregazione che siano concertati con i Comuni, a
partire da cio' che e' utile per le comunita' ed i territori,
dando ai Comuni la possibilita' di utilizzare entrambi gli
strumenti delle Unioni ex art. 32 Tuel e delle
convenzioni''.
''Via gli insostenibili vincoli del patto di stabilita'
interno, - aggiunge Guerra - previsti per il prossimo anno
anche per i piccoli Comuni. Norme che la' dove applicate
stanno producendo effetti disastrosi sull'economia e sulle
imprese, e che sarebbero semplicemente inapplicabili, pena la
paralisi totale, delle amministrazioni piu' piccole. Senza
contare l'ulteriore colpo che subirebbero le possibilita' di
rilancio e di ripresa del nostro Paese, condannato ad
avvitarsi in una spirale recessiva drammatica''.
Il Coordinatore nazionale Anci ribadendo la disponibilita'
degli amministratori a contribuire in modo fattivo al
risanamento della finanza pubblica, alla riforma del sistema
della pubblica amministrazione e delle autonomie, esige pero'
''che tutto questo avvenga con misure razionali, realmente
utili piu' che di immagine, con misure di riforma che
sappiano anche avviare, con rigore, ripresa e crescita''.
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