(ASCA) - Roma, 8 ago - ''Tutti coloro che sui media seguono
le misure di contenimento della spesa dovrebbero evitare di
fare 'commenti lineari' e cercare di dare una informazione
piu' vicina al merito delle cose. A leggere i titoli di certi
giornali, il disegno che sembra derivarne e' sempre lo
stesso: da un lato i riformisti e rigoristi che vogliono il
bene del Paese, dall'altro chi difende gli sprechi''. Lo
afferma il segretario generale dell'Anci, Angelo Rughetti, in
un editoriale pubblicato sul sito dell'Associazione.
Per il segretario generale le diverse posizioni non
possono essere considerate in modo manicheo: e' il caso dei
Comuni, e Rughetti ne spiega le ragioni. Il Patto di
stabilita', per esempio: ''Sono anni che sollecitiamo i
governi a riflettere sui suoi effetti: i Comuni spendono
circa 4,5 miliardi di spesa produttiva in meno rispetto a 7
anni fa, che genera a sua volta effetti su occupazione,
consumi, indotto''.
Uno sforzo per migliorare il saldo della Repubblica che
''e' stato fatto chiedendo ai Comuni contemporaneamente di
migliorare il saldo diminuendo i trasferimenti. E' come se a
una famiglia - spiega il segretario generale - si dicesse di
aumentare il deposito di conto corrente ma intanto ogni anno
riduciamo lo stipendio dei genitori. Lo stesso sta accadendo
nella Pa locale. Migliorano i saldi sui conti correnti - i
bilanci - ma nel frattempo non si puo' investire e si
rischia di ridurre la qualita' e la quantita' dei servizi''.
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