(ASCA) - Roma, 7 gen - ''Le affermazioni uscite
dall'Assemblea straordinaria di Farmindustria sono gravi e
contraddittorie. Gravi perche' in pratica si attua un velato
ricatto occupazionale, descrivendo come inevitabile la
chiusura degli impianti produttivi nel momento in cui
passasse la norma inserita nell'attuale decreto per lo
sviluppo. Contraddittorie perche', per cominciare, mentre si
parla di chiusura per una norma che semplicemente si limita a
rendere manifesto il senso delle leggi attualmente in vigore,
si fa presente che per il 60% l'industria del branded
italiana vive di esportazioni. Non si capisce dunque come
potrebbe risentire in modo cosi' grave di una fisiologica
variazione della quota - risicata - del generico sul mercato
italiano''. Lo afferma, in una nota, Giorgio Foresti,
presidente di AssoGenerici commentando la posizione di
Farmindustria in merito al dl Liberalizzazioni.
Per AssoGenerici ''e' sbagliato parlare di coercizione nei
confronti di medici e farmacisti. Da sempre il farmacista e'
tenuto per legge a proporre la sostituzione al paziente
quando esista un farmaco equivalente di minor prezzo, cosi'
come il medico poteva e puo' tuttora impedire la
sostituzione. Concordo invece sul fatto che si debba creare
un assetto stabile a vantaggio dell'innovazione farmacologica
. Tuttavia, ed e' un'altra contraddizione, non si coglie che
il primo passo verso la stabilita' e la liberazione di
risorse sta proprio nella riduzione dell'esborso - pubblico e
privato - per medicinali ottimi e ancora insostituibili ma
che innovativi non sono piu'''. Non si tratta, conclude
Foresti, ''di spostare fatturati da un'impresa a un'altrra ma
di impiegare le risorse del Servizio sanitario dove si
ottiene lo stesso ritorno a un costo inferiore''.
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