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Salute: Balduzzi, entro il 30 aprile il nuovo Patto per la Salute

09 Febbraio 2012 - 13:25


(ASCA) - Roma, 9 feb - Famiglia Cristiana di questa settimana intervista il ministro per la Salute Renato Balduzzi, al lavoro per preparare il nuovo ''Patto per la salute'': un ''insieme ragionato di indirizzi politici concordati tra il Governo e le varie Regioni'' che sara' pronto entro il 30 aprile, data in cui ''il Governo deve preparare la cosiddetta Manovra estiva''. Tra le proposte del ministro una ''tassa di scopo'' sullo ''junk food'' - ma solo ''se verra' considerata utile'' - e ''deroghe mirate'' al blocco del turn over dei dipendenti pubblici per assicurare un numero adeguato di medici e infermieri. E non si ferma il confronto con Federfarma sulla liberalizzazione delle farmacie. Avanti anche con tagli e razionalizzazioni (per i ''Punti Nascita'', per esempio) ma cum grano salis: ''Si deve procedere con la giusta fermezza ma con la necessaria intelligenza'' sottolinea Balduzzi che nell'intervista coglie l'occasione per smentire del tutto le voci sui pediatri che non dovrebbero piu' avere in cura i bambini che hanno superato i 6 anni di eta'. Una cosa che il ministro definisce una ''enormita'''. Anche in un periodo di crisi, dice il Ministro, si puo' fare molto per migliorare, cambiando stili di vita, razionalizzando il sistema e non perdendo di vista il buon senso e spiega, ''di coniugare pragmatismo, difesa dei valori in gioco e rispetto delle persone coinvolte''. Alla domanda si come la mettiamo con i pediatri, il ministro ha risposto: ''Vorrei che si distinguesse tra le polemiche che hanno un fondamento reale e quelle che, invece, sono generate da semplici ipotesi o, peggio, dal 'sentito dire'''. Questa in quale categoria va messa? ''Nell'ultima. Ne' io ne' gli esperti che collaborano con me abbiamo mai preso in considerazione una simile enormita'. Si tratta del pensiero di alcuni tecnici regionali della Sanita', una proposta che non e' mai pervenuta al ministero e non e' in discussione. Se proprio qualcuno deve polemizzare con me, beh, abbia almeno l'avvertenza di partire da dati certi''. Rimanendo ai bambini: c'e' chi la guarda storto perche' teme che voglia mettere balzelli su patatine fritte, merendine e dolcetti... ''Occorre mangiare meno e mangiare meglio. Intendo aiutare -spiega Balduzzi- le nuove generazioni a cambiare le proprie abitudini alimentari attraverso tutti gli strumenti a disposizione. Se sara' considerata utile, proporro' una tassa di scopo sul cosiddetto junk food, il cibo spazzatura. La definizione non e' elegantissima, ma rende l'idea. Molti alimenti che finiscono in pasto ai nostri figli non sono in linea con cio' che dietologi e nutrizionisti consigliano. Non possiamo stare fermi. E' uno dei punti che potrebbe qualificare il nuovo Patto per la salute''. Di che cosa si tratta? ''E' un insieme ragionato di indirizzi politici concordati tra il Governo e le varie Regioni''. Quando sara' pronto? ''Entro il 30 aprile il Governo deve preparare la cosiddetta Manovra estiva. Ho detto alle Regioni: approfittiamo di questa scadenza per definire almeno le linee di fondo del nuovo Patto per la salute 2013-2015, che aggiornera' quello 2010-2012, ora in vigore. Le Regioni hanno accettato. E' importante che nel momento in cui si realizza una manovra fatta di tagli, si ripensino gli obiettivi e si individuino le riforme da tradurre in pratica. Tra il 1* maggio e il 31 dicembre avremo tempo per approfondire in particolare questo o quel contenuto''. Volete tagliare i costi, ridurre i tempi per esami e interventi, ma avete a che fare con organici talvolta mal distribuiti, spesso insufficienti, in qualche caso in balia della manie di grandezza di certi primari. ''In un momento in cui, com'e' noto, le risorse sono limitate, la grande scommessa e' riuscire a non diminuire i livelli e la qualita' del Servizio sanitario nazionale, fin qui orgoglio del nostro Paese, invidiato e copiato all'estero''. Come fare a vincerla? ''Ciascuno puo' e deve fare qualcosa. Noi cittadini dobbiamo essere piu' attenti nell'evitare sprechi nel campo della farmaceutica e delle prestazioni specialistiche: quanti esami non strettamente necessari facciamo? Soprattutto dobbiamo migliorare gli stili di vita. Tra il 1980 e oggi, certi cambiamenti positivi, unitamente alle conquiste della medicina, hanno portato a una drastica riduzione, il 60% in meno, della mortalita' per malattie cardiocircolatorie. A partire dal 1990, poi, la somma di questi due fattori ha visto diminuire del 20 per cento i decessi per tumori''. Innovare in maniera capillare i comportamenti richiede tanti anni... ''Nel breve periodo, a livello nazionale, regionale e di Asl si devono eliminare inefficienze, sprechi, duplicazioni, nicchie. Prendiamo, per esempio, i Punti nascita: in accordo con le direttive dell'Organizzazione mondiale della sanita' si sa che sotto i 1.000 parti all'anno operano in situazione di rischio e che sotto i 500 vanno chiusi. Attenzione, pero': ripensare il sistema significa renderlo piu' efficiente e razionale, non vuol dire sguarnire interi territori. Si deve procedere con la giusta fermezza ma con la necessaria intelligenza''. In molti ospedali mancano infermieri e medici. Il blocco del turnover nel settore pubblico, ovvero l'impossibilita' di assumere sostituendo chi va in pensione, porta tante strutture sanitarie a lavorare in affanno perche' sotto organico. ''Mi attivero' -dice il ministro- per ottenere delle deroghe mirate. Cosi' facendo potremo finalmente ridurre anche il precariato''. La questione delle farmacie non e' ancora del tutto risolta... ''Rispetto alle prime bozze del Decreto SalvaItalia, il Governo ha ritenuto alla fine che i farmaci di fascia C, quelli cioe' a carico dei cittadini ma per i quali c'e' bisogno di prescrizione, non potranno essere venduti fuori dalle farmacie. Abbiamo riconosciuto la principale richiesta avanzata dalla categoria. Entro fine aprile, il ministero della Salute, d'intesa con l'Agenzia nazionale del farmaco, dovra' redigere un elenco dei medicinali che hanno bisogno di una prescrizione medica e di quelli che ne sono esenti. Questi ultimi, i cosiddetti farmaci da banco o di automedicazione, potranno essere venduti in altri esercizi, come gia' accade oggi, sempre ovviamente con delle cautele, sotto il controllo di un farmacista. Una cosa e' certa. A differenza di quel che succede in altri Paesi, in Italia il bisogno di ricetta e' molto diffuso''. Rimangono divergenze sul numero delle nuove farmacie da aprire... ''Attualmente, in Italia, le farmacie sono 18 mila circa. Vogliamo offrire un servizio piu' allargato, anche all'interno dei grandi centri commerciali o delle stazioni ferroviarie. Per ottenere questo risultato abbiamo previsto un concorso straordinario, fissando certi criteri. Noi crediamo che, a conti fatti, le nuove farmacie saranno 5 mila in tutto''. Federfarma dice che saranno 7 mila, un aumento a suo dire insostenibile. ''Siamo pronti al confronto. Ci dimostri che ha ragione e noi valuteremo il da farsi. Non intendiamo aprire indiscriminatamente un numero esagerato di farmacie, vogliamo- questo si' - migliorare un servizio, togliendo rigidita' al sistema''. min


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